The Artist

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Nato in una polis tremila anni fa. Provvisoriamente in Italia, casualmente a Roma, astrologicamente nel segno dei pesci. Infanzia in una casa di sole donne, allevato e cresciuto da donne.
Viziato, amato. Amato è il suo nome.
Appena adolescente se ne va.

Per gestirsi da solo: «Non appartengo ad altri che a me».
Milano. Brera. I mitici anni Sessanta.
AI bar Giamaica Bianciardi gira «La vita agra».
Nel seminterrato di via de Togni disegna vetrate per Pozzoli.
Rifiuta la «dittatura dei fichi d’india», dei 5 colori obbligati.
«L’ideologia è un sopruso. Meglio l’economia».
Comincia a viaggiare: Parigi e poi Europa, America, Australia, Indonesia.

«Scoprire di essere individuo.
Chi rifiuta questa coscienza resta dov’è».
Non resta mai in nessun luogo.

È un nomade della razza dei nomadi.
Viene dal deserto, si dirige verso Marte.

«Ricordo tremila anni e vorrei vivere tremila anni.
Le età dell’uomo devono essere infinite.

Noi siamo una grandezza. Nel bene e nel male.
Non credo alle varie età, penso sia unica, un solo viaggio».
Dipinge disegna inventa ama.

«Invidio nella donna la totalità.
Io faccio di tutto, ma non la raggiungo».

Al momento, niente figli.
«Devo ancora andare, quando ci sarà tempo e spazio».

Affascinato dalla velocità dalla tecnologia dai computer:
«Fare tutto premendo un bottone otto ricerche in un’ora.
Dodicimila canali TV. Comunicare con tutto il mondo».

Il viaggio continua. Di ricerca in ricerca.
In sé e intorno a sé.
«Accettarmi e vivermi è stato difficile».

 

Vittoria Palazzo

 

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Parlano di lui:

https://www.youtube.com/watch?v=HcJ1Wjjiwg4
https://www.youtube.com/watch?v=nwMrBKuUvWU
https://www.youtube.com/watch?v=85pzt1OHxeA